Psicoterapia e Tradizioni Meditative

Linee guida di un seminario teorico-esperienziale

Nell’abbandono potrebbe celarsi un preservare che consiste solo in questo: l’abbandono sempre più si insedia nel proprio essere, e, preservando, sosta in esso.

— Martin Heidegger, L’abbandono
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Linee guida di un seminario teorico ed esperienziale sulla integrazione delle Tradizioni Meditative nei percorsi di psicoterapia curato per gli studenti del secondo e terzo anno della Scuola di Specializzazione IPRA nelle sedi di Roma e di Bari.
Aspetti storici e sociali

TimeMagazineIn apertura, abbiamo provato a ripercorrere e a ricostruire alcuni aspetti storici e sociali che hanno facilitato l’emergere della mindfulness. Abbiamo quindi messo a tema alcune delle principali trasformazioni culturali, organizzative e materiali che hanno portato l’occidente, insieme alle moderne discipline mediche e psicologiche, verso le tradizioni meditative orientali. Il futuro oggi sembra aver perso la sua capacità di orientare. La crisi di un modello culturale e sociale ha finito per travolgere gli stili di vita, il modo di sentirsi vivere e la stessa salute delle persone.

Da qui abbiamo poi individuato le direttrici fondamentali attraverso le quali la mindfulness si è andata sviluppando.

Mentre sembra procurarci sempre nuove promesse attraverso soluzioni tecniche e metodologiche capaci di realizzare una condizione di vita in qualche modo più accettabile, la prospettiva razionalista finisce per lasciarci sempre più soli e disorientati nell’oceano aperto della vita, mentre generiamo noi stessi ed il mondo ad ogni respiro, ad ogni battito di ciglia.

Freemium_iconAll’interno di questo orizzonte la prospettiva proposta dalla Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBTC), al di lá della efficacia clinica dei metodi e dei protocolli sviluppati, costituisce oggi l’approccio che più di ogni altro ha attinto a piene mani dalle tradizioni meditative del buddismo, nelle sue diverse scuole, e dello Yoga dell’India, restituendo spesso una interpretazione piuttosto limitata, distorta o inautentica di metodi e significati.

Aspetti clinici e neuroscientifici

MeditationEffectsWithinTheHippocampalComplex_plot01Molti lavori scientifici sembrano ormai supportare l’efficacia della MBTC in diversi ambiti, prevalentemente negli studi sull’ansia, la percezione del dolore e i disturbi depressivi. In altri campi di indagine, quali ad esempio la regolazione della pressione arteriosa ed i disturbi cardiovascolari, la stessa American Heart Association1 ha espresso un parere piuttosto cauto sulla reale efficacia dei protocolli MBTC. Nel corso del seminario, dopo una introduzione storica sullo sviluppo della Mindfulness e dei protocolli MBTC, abbiamo passato in rassegna alcuni studi in neuroscienze che hanno consentito di verificare l’efficacia della mindfulness e della presenza mentale portata su diversi ambiti della vita vissuta, nella modellazione di alcune importanti strutture del sistema nervoso centrale.

Da un unto di vista clinico e psicoterapeutico abbiamo poi preso in considerazione alcuni studi di meta-analisi sulla efficacia dei protocolli mindfulness nella prevenzione del relapse nel disturbo depressivo e nel trattamento delle diverse sindromi legate allo stress.

Aspetti ontologici e filosofici

Heidegger3Un ulteriore ambito di riflessione è stato quello relativo ai presupposti ontologici, alle semplificazioni e distorsioni che la MBTC ha spesso generato nel cercare di adattare termini e metodi mutuati dalla Tradizione al proprio progetto di sviluppo, finendo spesso per perdere il senso più autentico di ciò che siamo insieme alla capacità di ascolto originario che quelle tradizioni hanno offerto – ed offrono ancora oggi – a chi vuole tentare un lavoro di ricerca sull’Essere. Scopo principale di questa parte del seminario è stato quello di consentire a ciascuno di entrare in una diversa prospettiva sulla Tradizione, una prospettiva che possa poi eventualmente generare un interesse e una sollecitudine autentica a quella cura di sé che richiede scelte e decisioni personali per essere coltivata e sostenuta.

Su questa direttrice, come una linea intravista sulla parete di una grande montagna, abbiamo dunque cercato di sviluppare un percorso capace di recuperare il senso autentico di alcuni termini e metodi, attualmente in uso nella impostazione MBTC, riconsiderandoli alla luce del loro significato originario, nella loro relazione con l’universo di senso generato dalla letteratura tradizionale di origine e dall’insieme delle pratiche alle quali sono legati.
Tutti i concetti, i termini ed i metodi offerti dalle Tradizioni Meditative rinviano sempre ad una attuazione, alla esperienza personale, alla fatticità della vita – faktisches Leben – in questo senso sono formalmente indicativi2 in quanto consentono di portare alla luce la struttura della esperienza di vita, così come si genera.
Evitando di ridurre l’esercizio del pensiero alla sterile contrapposizione di tesi abbiamo cercato quindi di lasciare apparire senso e significato dall’incontro con alcune fonti originali della Tradizione, mettendole poi in relazione con l’esperienza di ciascuno, nella vita di ogni giorno, nella pratica della presenza mentale sul respiro e nello sviluppo della consapevolezza portata sui diversi fenomeni della vita vissuta.

BG_C6_S35_DevAbbiamo aperto alcuni spazi di condivisione per vedere insieme cosa significa porsi di fronte ad un testo della Tradizione, in lingua originale sanscrita, per tentare di accedere al senso e al significato che quel dire – più un indicare nel senso della Dichtung – cerca di dis-velare rimandando sempre ad una esperienza viva.
Abbiamo quindi provato a vedere insieme come uno stesso significato sia stato portato al dire, in epoche e tradizioni letterarie diverse dell’India, usando le medesime radici linguistiche dispiegate in modo diverso, in relazione al contesto nel quale si sono sviluppate. In riferimento allo Yoga, facendo riferimento alle fonti originali in lingua sanscrita, abbiamo messo in relazione alcune stanze degli Yoga Sutra di Patanjali con alcuni sloka della Bhagavad Gita. Questo lavoro ci ha consentito di toccare con mano come una stessa radice verbale possa generare significati che risuonano in opere diverse, guidando l’essere umano verso l’esperienza di un evento che va rigenerato e attraversato ogni volta in relazione al tempo e alle circostanze che ci è dato vivere 3.

Aspetti esperienziali

correct_meditation_posture_01aDa un punto di vista esperienziale, evitando di riproporre una visione strumentale e trattamentale dei metodi impiegati nella Mindfulness, visione completamente estranea alla Tradizione, abbiamo integrato le riflessioni metodologiche, teoriche e filologiche con momenti di esperienza diretta nella pratica della consapevolezza portata sul respiro e su altri ambiti della esperienza vissuta. Le sessioni di pratica della presenza mentale sul respiro sono state distribuite nel corso della giornata per tutta la durata del seminario.  Nell’ultima parte del seminario ci siamo orientati a considerare alcune fenomenologie che possono emergere dall’incontro tra le tradizioni considerate, con le loro diverse pratiche e presupposti, e le diverse modalità di generare il proprio senso di stabilità personale partendo dai versanti Inward ed Outward della esperienza emotiva 4.

Abbiamo quindi fissato alcune linee guida per l’integrazione della Mindfulness nell’ambito del lavoro psicoterapeutico. Secondo il nostro approccio — vedi l’articolo Il Post-razionalismo — alcuni degli obiettivi principali che la Mindfulness dovrebbe facilitare e sviluppare, quando integrata nel lavoro di psicoterapia, sono :

  • scoprire e sostenere l’apertura che ciascuno di noi è in rapporto alle possibilità offerte dal nostro tempo
  • consentire e facilitare un accesso diretto alla esperienza emotiva e al preriflessivo
  • consentire e facilitare la riconfigurazione maggiormente identitaria delle esperienze vissute
  • facilitare e sviluppare nel tempo un diverso modo di sostenere e farsi carico della vita che co-generiamo

1 http://hyper.ahajournals.org/content/early/2013/04/22/HYP.0b013e318293645f.full.pdf
2 Being There: Heidegger on Why Our Presence Matters
3 Il Dharma è indicato come a-kalico (al di là del tempo) ed ehipassiko (verificabile)
4 Giampiero Arciero, Guido Bondolfi “Sé identità e stili di personalità” (Boringhieri 2012)


ANJALI Vorrei qui ringraziare il mio insegnante di Sanscrito, il prof. Iacopo Nuti. Devo alla sua pazienza, affetto e generosità la possibilità di accesso ai testi antichi, una sapienza che indica invitando alla ricerca e alla esperienza silenziosa. Ogni eventuale errore di traduzione o interpretazione dei testi è da riferire a me.


Seguono le principali slide impiegate nel corso del seminario

« Piccoli, sottili pensieri, prendendo forma, rendono il mentale elato; coloro che ciò non sanno, con lo spirito vagante, errano mentalmente qua e là; coloro che ciò sanno, ardenti di ascesi e consapevoli, domano il mentale nel pensiero; superata l’elazione della mente, il Risvegliato abbandona questi pensieri e nulla più rimane! »

UDANA 4.1 – Meghiya Sutta
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